Cos’è un impianto
È una vite in titanio inserita nell’osso per sostituire la radice di un dente mancante. Una volta osteointegrata sostiene corone singole, ponti o protesi complete.
Perché il titanio
Il titanio è altamente biocompatibile e favorisce la crescita ossea. In circa 3 mesi si integra con l’osso (osteointegrazione) creando un ancoraggio stabile su cui avvitare il dente.
Come avviene l’intervento
Si esegue in anestesia locale. Si apre un accesso gengivale, si prepara il sito con frese dedicate e si inserisce l’impianto. La procedura per un impianto singolo dura in genere meno di 30 minuti; per riabilitazioni più estese circa un’ora. I punti di sutura vengono rimossi dopo 7-10 giorni.
Dolore, rigetto e sicurezza
L’intervento è poco invasivo e meno fastidioso di un’estrazione. Gli impianti in titanio non vengono rigettati e non provocano allergie. Le percentuali di successo superano il 90%, ma una scarsa igiene o il fumo aumentano il rischio di perimplantite.
Controindicazioni e precauzioni
- età minima: crescita ossea completata
- alcune terapie farmacologiche (es. bifosfonati) e patologie sistemiche richiedono valutazioni specifiche
- il fumo riduce le percentuali di successo
- parodontite non trattata aumenta il rischio di fallimento: va curata prima di posizionare gli impianti
E se l’osso è poco?
Si possono usare impianti di dimensioni ridotte oppure associare procedure rigenerative per ricreare il volume osseo necessario, pianificando tempi e controlli adeguati.